POTERE E UMANITA’

Ritratti di pontefici Da Giotto ai film

L’iconografia del personaggio più alto della Chiesa, il papa, accompagna nei secoli questa figura, caricandola a seconda del tempo di svariati contenuti legati alla storia, al potere, ai costumi, alla cultura fino ai nostri giorni. Il ritratto del papa, nonché l’uomo più fotografato al mondo, rappresenta una immagine di potere, isolata, autorevole, ufficiale. E forse, proprio per questo che soprattutto a partire dal rinascimento ad oggi si vuole dipingere, scoprire, fotografare, rappresentare quella umanità nascosta che deve trasparire e che interessa qualsiasi essere vivente. In questo gioco di immagini tra autorità e umanità ne vediamo alcuni esempi.

 

1) CONFERMA DELLA REGOLA (1290- 1295) affresco Basilica Superiore di San Francesco Assisi. Giotto

Rappresentazione dell’approvazione della regola da parte del papa Innocenzo III. La composizione presenta due gruppi di personaggi con volti ed espressioni realistiche, da un lato il santo e i suoi fratelli con vesti modeste dall’altro in posizione superiore marcata da una sorta di scaletta, il gruppo di cardinali con al centro il papa Innocenzo III con ricche e sontuose vesti. In quel periodo molti papi erano giuristi ecclesiastici e questo favorì la riforma che stabilì il primato della chiesa sull’impero, e dei chierici sui laici. Un periodo che da un lato istituiva il tribunale dell’inquisizione contro le eresie, dall’altro riconosceva gli ordini mendicanti. Sempre in quel periodo la rappresentazione della figura del papa generalmente è quasi sempre frontale, ieratica, di sommo potere. Qui è il caso in cui l’artista coglie l’attimo in cui il papa dall’alto del suo potere guarda Francesco.

 

2) Ritratto di Giulio II (1511) olio su tavola, National Gallery LondonRaffaello Sanzio

Una seconda versione (1512) è conservata agli Uffizi di Firenze La caratteristica psicologica che caratterizza i volti di alcuni papi parte proprio da questo ritratto di Raffaello, che per primo pose l’accento. Il papa seduto su una ricca sedia di legno con elementi decorativi che rimandano al suo casato, i Della Rovere, è a tre quarti, indossa una mozzetta di ermellino, ha in testa il camauro, le dita inanellate ed una mano elegantemente trattiene un fazzoletto. È pur sempre un papa guerriero, ma appare vecchio, stanco, con uno sguardo crucciato da pensieri, non traspare potere per ostentare, piuttosto minaccia al potere, lo sottolinea anche la sua mano che trattiene con forza il bracciolo della sedia, assorto, distratto da chi lo sta guardando, tutto il volto è incorniciato da una lunga barba.

 

3) Ritratto di Leone X tra i cardinali Giulio de Medici e Luigi de Rossi (1518) olio su tavola Galleria degli Uffizi Firenze. Raffaello Sanzio

Ne furono fatte varie copie tra cui una di Andrea del Sarto, Museo Nazionale di Capodimonte. Anche nel ritratto di Leone X Raffaello riesce a cogliere la capacità di introspezione, svelando la personalità dei soggetti il papa e i suoi due cugini cardinali. Anche in questo si evince il potere affermato, in specie della casata dei Medici, che raggiungono il soglio di San Pietro. Sguardi che si seguono e seguono l’osservatore, niente è lasciato al caso i dettagli delle ricche vesti gli oggetti sul tavolo, le mani ben salde alla sedia del potere.

 

4) Ritratto di Paolo III Farnese con i suoi nipoti Alessandro e Ottavio (1546) olio su tela Museo Nazionale di Capodimonte. Tiziano Vecellio

L’artista veneto prese sicuramente spunto dal ritratto di Leone X di Raffaello, anche questo è un ritratto di stato con finalità politiche e di potere, un’altra famiglia bramosa di accedere nel luogo delle famiglie regnanti. Qui Tiziano va ben oltre il ritratto di stato e vuole carpire qualcosa in più. Cosa traspare dalle figure di potere? C’è umanità? Cinismo? Ossequiosità? Umanità ben che niente, la scarpetta rossa del papa in primo piano, tradisce un ossequiosità e degli astanti e dell’osservatore. Vasari commenta che l’eccessiva veridicità del ritratto avesse urtato il papa, per cui nella parte inferiore il dipinto appare incompleto e quindi ascrivibile ad una brusca interruzione. Ma è anche vero che Tiziano aveva instaurato un rapporto di reciproca stima con il pontefice, tale da superare questa invadenza dell’artista.

 

5) Ritratto di Papa Innocenzo X (1650) olio su tela Galleria Dora Pamphili. Roma Diego Velàzquez

Velàzquez fu nella sua seconda venuta in Italia nel 1659, che realizzò questo ritratto. Del papa erano noti il pessimo carattere, non particolarmente attento allo studio e di brutto aspetto. Con questo ritratto l’artista con grande abilità realizzò il volto che racchiudeva l’aspetto psicologico del pontefice, tanto che a leggenda lo stesso Innocenzo X si dice che abbia esclamato “troppo vero”. Ma lo apprezzò molto tanto da renderlo visibile a chiunque entrasse nella sala delle visite ufficiali. Anche in questo ritratto si vede la capacità dell’artista con tutta la sua sapienza tecnica di interpretare la psicologia dei potenti. Il papa con il suo potere temporale tanto forte e tanto imperscrutabile, quasi a mettere veto al pittore di non andare oltre. Gli occhi sono intensi così come l’espressione sottolineata dal corrugarsi delle sopracciglia, elegantissima la veste di lino coperta da una sontuosa mozzetta, non trascurabile il particolare dell’anello alla mano.

 

6) Papa Benedetto XIV (1741) Pierre Subleyres olio su tela Reggia di Versailles. Francia

Cardinale Prospero Lorenzo Lambertini salito al soglio pontificio con il nome di Benedetto XIV. Papa anticonformista esperto amministratore e protettore delle arti e delle scienze. Favorì l’ingresso alla docenza all’università di Bologna di una donna, la scienzata Laura Bassi, cosa per i tempi di allora più difficile di oggi. Di questo profilo di papa il commediografo bolognese Alfredo Testoni scrisse la commedia Il cardinale Lambertini, portata in scena sia a teatro che in televisione. Vi invito a vedere su you tube un bravo Gino Cervi. E negli anno ’80 portato in teatro, una versione interpretata dall’attore gianrico tedeschi. Per i tempi e per il ruolo aveva la parolaccia facile. Siamo in pieno settecento lo sfarzo, il lusso dei potenti è palpabile. Le mani l’una appoggiata al bracciolo, quasi a voler mantenere saldo il potere temporale, l’altra in primo piano a voler sottolineare il suo potere spirituale ma sempre nel voler comunicare l’autorevolezza del potere.

 

7) Papa PIO IX Fotografia 1865

Giovanni Maria Battista Ferretti fu l’ultimo sovrano dello stato Pontificio 1870. La naturalezza della posa porta a concentrare lo sguardo di chi lo osserva alla mano. Libera da anelli, non è più il periodo per ostentare, lui è moderno, sguardo vivo e compiaciuto del suo ruolo. Periodo complicato quello vissuto da Pio IX uno dei più lunghi pontificati durati quasi trentadue anni. Ad oggi gli aspetti umani e privati di un papa restano sempre riservati. Quello che traspare è sempre il potere, il ruolo.

 

8) Studio del ritratto di Innocenzo X (1953) olio su tela Des Moines Art Center Des Moine (Stati Uniti) Francis Bacon. Ne esistono 45 versioni

L’ artista dallo studio del dipinto di Velàzquez, tanto vero, va oltre l’imperturbabilità dello sguardo, il suo lavoro si traduce in uno sguardo interiore, dove si annidano le paure, le imperfezioni, le contraddizioni, tanto forti da deformare lo sguardo. Siamo nel periodo moderno dopo la seconda guerra mondiale dove alle democrazie sta correndo il mondo occidentale. Per Bacon il ritratto del papa rappresenta l’uomo non amato, inglorioso e come raccontano le cronache del tempo, il corpo del papa dopo la sua morte fu lasciato in una stanza alla umiliazione post mortem alle ingiurie dell’umidità e agli animali immondi. Il grido del pontefice che si dissolve è per Bacon il grido stesso della chiesa che un giorno si dissolverà perché non esprime più fiducia al genere umano, al contrario di Cristo esempio di sovversiva libertà.

 

9) Fotografia Papa Benedetto XVI. Joseph Aloisius Ratzinger

Il papa che ha mostrato al mondo la sua umiltà, l’espressione plateale della fragilità e dell’impotenza umana.

 

10) Fotogramma del film Habemus papam (2011) di Nanni Moretti interprete Michelle Piccoli.

David di Donatello come migliore attore protagonista. La trama del film parla di un cardinale eletto dal conclave Papa, il protagonista entra in una crisi profonda tanto da richiede l’ausilio di un famoso psicanalista per poi alla fine arrivare alla decisione di dire no. Lui non è un pavido è solamente un uomo con i suoi limiti e le proprie passioni. Lui che non è capace di servire Dio attraverso l’umanità. In tempi sempre più moderni guardiamo a questa figura sempre per scrutare ma anche forse per condividere le nostre debolezze.

 

11) La nona ora (1999) Rappresentazione della caduta di papa Giovanni Paolo II abbattuto da un meteorite.

Lattice, cera, roccia vulcanica, tessuto, pastorale in argento, vetri. Collezione Privata. Maurizio Cattelan. Con questa opera si giunge alla provocazione totale. L’artista italiano di arte contemporanea, molto quotato a livello internazionale, tende a commentare la realtà, spingendo il pubblico ad andare oltre, ad affrontare il tema del fallimento. Le certezze dell’individuo vacillano, il potere non può più essere rappresentato. Anche il titolo dell’opera fa riferimento alla probabile ora della morte di Gesù, la nona corrisponde alle quindici. Cattelan è decisamente cinico, provocatore, di sicuro le sue opere non lasciano indifferenza. Dietro il potere una umanità distrutta, lacerata, indifesa, così appare il papa accasciato a terra sotto il peso di un potere totalmente diverso.

 

12) Papa Francesco che gioca a tris con il simbolo della pace, (2016) rimosso, street art. Borgo Pio Roma. Mauro Pallotta alias Maupal

Qui invece si fa riferimento all’ironia. Per alcuni artisti è facile usare questo potente strumento per volere indagare e scrutare l’animo umano. In questo caso durato pochissime ore, dalla polizia municipale sarà rimossa per non osservanza di permessi, saranno bastate per rendere l’opera imperitura da foto di passanti occasionali. Bellissimo vedere il papa giocare di nascosto a tris con il simbolo della pace e fare tris, mentre gli fa da palo una guardia svizzera. Mi chiedo come sarebbe oggi lo sguardo di Leone X, piuttosto che quello di Innocenzo X, meglio ancora quella del Cardinale Lambertini al secolo papa Benedetto XIV avrebbe di sicuro esclamato:” Oh c…..!”