I CAMPI FLEGREI E LA POESIA D’AVANGUARDIA

L’Averno e la Poesia d’Avanguardia

C’è stato un tempo in cui le sponde dell’Averno risuonavano dei versi delle poesie d’avanguardia.

“Resteranno detriti della napulitana tempesta resta chino il fiore dal gambo spinoso e tra le mani quali gingilli strummole mappine e piquogne”

I CAMPI FLEGREI E LA POESIA D’AVANGUARDIA  scritto da Florinda Amorena

Parlare di poesia è sempre molto difficile, fare poi un excursus su quel filone poetico che è(stata) la poesia della terza avanguardia risulta essere un qualcosa di ancora più arduo e pericoloso. Il mio tentativo, tuttavia, è quello di illustrare questo genere poetico, con cui anni fa ho avuto il piacere di imbattermi e, inconsapevolmente, di conoscere esponenti del mondo letterario italiano.

Andando per ordine, la prima necessità che sorge spontanea è quella di definire cosa sia la poesia d’avanguardia.

Viene definito d’avanguardia quel movimento letterario o artistico che avanza o sperimenta nuove poetiche o nuovi modi espressivi, in contrapposizione con quel genere ritenuto corrente dalla tradizione.” Genere che nasce alla fine del XX secolo e che si alimenta e si trasforma nel ‘900 in tre periodi.

L’ultimo periodo che va anche sotto la dicitura “terza avanguardia” interessa gli anni ’80 e‘90 del secolo scorso ed è ancora oggetto di studio da parte dei critici letterari.

Carattere principale della poesia d’avanguardia è una scrittura anomala.

Ovviamente la suddivisione di tre periodi netti risulta alquanto artificiosa, ed è convenevole solamente dal punto di vista didattico, in quanto permette comunque di presentare l’evoluzione nel tempo di questo genere poetico.

Ripercorrendo velocemente le celebri avanguardia del novecento abbiamo negli anni ’20-’30 vi sono stati i dadaisti, i surrealisti, i futuristi che hanno scardinato il classico proponendo nuovi versi. Negli anni ’50   e 60 in pieno clima di rinascita si inseriscono gli intellettuali del tempo e la maggior parte con ispirazione marxista hanno proposto temi semiologici con un uso del linguaggio della società di massa.  Fu così che sono nate riviste in merito a questo tipo di poesia, “IL Verri,” “IL Menabò”, “Quindici” dove hanno contribuito interessanti nomi del mondo letterario come Eduardo Sanguineti, Gianni Monnet . Nascono i primi gruppi di artisti come “Gruppo Forma 1”o “M.A.C.”(movimento arte concreta) a cui partecipava Gillo Dorfles, Bruno Munari, Atanasio Soldati.

Si arriva agli anni ’80 e ancora “Gruppo 47” oGruppo 63” di cui cito la partecipazione di Alberto Arbasino, Umberto Eco, Renato Barilli. Si istituiscono vari premi letterari   come “IL Premio Feronia “istituito nel 1992 a Fiano Romano (provincia di Roma) promosso e gestito dal Comune. La particolarità del premio in poetica, narrativa e saggistica è quella di non seguire le logiche di mercato. Da allora tanti i nomi che lo hanno ricevuto: Luigi Ballerini, Edoardo Sanguineti, Cesare Vivaldi, Emilio Villa, Franco Cavallo, Elio Pagliarani, Alberto Arbasini, Rosa Pierno, Alessandra Berardi, Giorgio Luzzi.

Nel 2004 è stato consegnato ad un puteolano Carmine Lubrano, con Lengua Amor Osa, Fabio D’Ambrosio editore.

E proprio in riferimento alla terza ondata che vi voglio parlare di quanto centri la terra flegrea ed un suo figlio che si inseriscano in questo mondo.

Carmine Lubrano, poeta di Pozzuoli, classe 1952, fonda la rivista- laboratorio “TERRA del FUOCO”, che riscuoterà un notevole apprezzamento dalla critica letteraria. Tant’è che egli aderisce a quella linea teorizzata da Filippo Bertini e Roberto di Marco, nell’antologia “Terza Ondata il nuovo movimento della scrittura in Italia” (Bologna, Synergon ,1993).

Insieme ad altri collaboratori della “scuola napoletana “Martini, Caruso, Delli Santi e Sproccati lavorano alla costruzione di una interlingua alternativa, dove sono presenti elementi riconducibili ad una fusione di dialetto e ad una oralità di ritorno (con effetti stranianti). Sarà anche direttore artistico di eventi tenutesi nei Campi Flegrei nell’autunno del ’95 “Percorsi per Versi”.

“Le parole di Lubrano, -scrive Marisa Napoli da “Ragionar d’amore e d’avventura”, Laterza editori- sembrano fissate alla pagina con la colla arabica e formano percorsi labirintici magmatici, che ribollono di lava, come la terra sismica di Pozzuoli dove è nato l’autore e TERRA del FUOCO.”

Così tra la fine degli anni ’80 e ’90 nel territorio flegreo, in particolare nel Comune di Pozzuoli si assiste ad una serie di eventi che hanno permesso ai più di conoscere questo genere artistico. Palcoscenico sono stati diversi siti archeologici come Cuma e il suo Antro, di un fascino eterno l’Averno, la chiesa sconsacrata del Purgatorio ed altri luoghi.

La partecipazione degli artisti e non, è stata sempre riguardevole: Filippo Bettini, Gaetano delli Santi, Edoardo Sanguineti, Gino Locaputo, Rino Zurzolo, James Senese, Amato Lamberti, Aldo De Chiara l’elenco è lunghissimo.

La “terza ondata” della poesia d’avanguardia, fenomeno tipicamente italiano, trova proprio qui a Pozzuoli l’humus per essere letta, interpretata, cantata, recitata. È una poesia che coinvolge emotivamente, scandalizza, quella di Lubrano, pensate che per i social alcuni contenuti sono censurati, egli lo può confermare. Dunque vive questa poesia e si fa conoscere.

Ora che siamo negli anni dei social, dove il cartaceo si usa poco, dove impera il rap, il genere poetico moderno, per alcuni   addetti ai lavori ha diremmo concluso il suo ciclo, per altri come per il critico letterario Francesco Muzzioli questo genere non è finito.

Proprio il lavoro di Carmine Lubrano con il suo ultimo lavoro “le Ragioni dell’avanguardia” è una sorta di poesia ininterrotta, un instancabile flusso  che dal creativo-erotico-politico giunge al poetico, passando per l’ erotico e il politico,  sull’onda di versi lunghi e ritmati, , privi di punteggiatura e di pause in cui vengono trascinati linguaggi diversi, il dialetto in primo luogo, la chiamata in causa di autori prediletti e l’utilizzo di altri materiali in primis il colore, colla arabica, foto, ricordi.

Vi invito a conoscere questa poesia, per quelli, invece, invito coloro che abbiano già avuto esperienza con essa a leggere l’ultima opera di Lubrano.

Se poi vi sarà un’altra   ondata di poesia d’avanguardia si potrà solo se   gli artisti avranno voglia di dialogare di nuovo.

Qui di seguito riporto le copie di alcune locandine delle manifestazioni tenutesi in quegli anni nei Campi Flegrei e a Pozzuoli e ho scelto alcune poesie di Lubrano, Sanguineti, Milli graffi. Ovviamente noi facevamo parte e della organizzazione e delle visite guidate.

  Una poesia di Edoardo Sanguineti dedicata a Pozzuoli