LE GEMME e L’ARTE

GIADA

Con il termine giada si intendono due minerali distinti, la giadeite e la nefrite. La giadeite è una pietra piuttosto dura e molto rara , la cui tinta naturale può variare dal bianco, al verde intenso, al violaceo. La varietà più pregiata si presenta in una bella sfumatura verde smeraldo ed è detta “giada imperiale” .

La nefrite ha una durezza inferiore, un indice di rifrazione della luce più basso e un colore che può variare dal verde al bianco.

La giadeite è relativamente rara e si trova soprattutto in Birmania. Giacimenti più piccoli sono presenti anche in Guatemala, dove si trova una varietà di pietra dalle magnifiche sfumature blu, in Russia, Stati Uniti, Giappone e anche a Italia, nel massiccio del Monviso. La nefrite è molto più diffusa, soprattutto in nuova Zelanda, America del Nord e del Sud, Australia e Russia.

Giada, come nome, arriva dallo spagnolo “pedra de ijada” significa fianchi. Abbiamo quindi la “pietra dei fianchi “, spiegato dal fatto che si ritenesse la giada avere un potere benefico sui lombi e sui reni.

La giada è una pietra dallo straordinario effetto calmante, soprattutto sul piano dei sentimenti. Lenisce l’animo turbato, aiutando a vedere meglio dentro di se.

La pietra gia è considerata nella cultura antica cinese una pietra capace di attirare la ricchezza. Vi accorgerete indossandola che il vostro atteggiamento verso il denaro tenderà a cambiare molto velocemente, non riterrete più indegno guadagnare bene, purchè lo facciate in modo etico. Riuscirete a rimuovere quel freno che vi impedisce di raggiungere i vostri desideri a livello sia materiale e che spirituale. Vi aiuterà a utilizzare ciò che guadagnate in modo produttivo.

In foto: Teiera in giada a forma di bambù Cina sec. XVII-XVIII – Ritratto di ragazza con orecchino di giada Luciano Curtarello Milano 2004 – Pendola Luis Cartie 1927 giada, smerldi, onice, diamanti, corallo Museo Arti Decorative Parigi

Schermi da tavolo con decoro elefante e pruni  in giada nefrite   Cina dinastia Qing 1736/1795 museo National du Palais Taipei

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 Jadeel

Término jade se refiere a dos minerales distintos, jadeíta y nefrita. La jadeíta es una piedra bastante dura y muy rara, cuyo color natural puede variar del blanco al verde intenso y al púrpura. La mejor variedad viene en un hermoso tono verde esmeralda y se llama “jade imperial”. La nefrita tiene una dureza más baja, un índice de refracción de la luz más bajo y un color que puede variar de verde a blanco. La jadeíta es relativamente rara y se encuentra principalmente en Birmania. Los depósitos más pequeños también están presentes en Guatemala, donde hay una variedad de piedra con magníficos tonos azules, en Rusia, Estados Unidos, Japón y también en Italia, en el macizo de Monviso. La nefrita está mucho más extendida, especialmente en Nueva Zelanda. Norte y Sudamérica, Australia y Rusia.Jade, como nombre, proviene del español “pedra de ijada” que significa fanchi, por lo que tenemos la “piedra de las caderas”, que se explica por el hecho de que se creía que el jade tenía un poder beneficioso sobre el lomo y los riñones. El jade es una piedra con un extraordinario efecto calmante, especialmente en términos de sensaciones. Calma el alma atribulada, ayudando a ver mejor dentro de uno mismo.La piedra ya es considerada en la cultura china antigua como una piedra capaz de atraer riquezas, notarás al usarla que tu actitud hacia el dinero tenderá a cambiar muy rápidamente, ya no la considerarás indigna de ganar bien, siempre lo haces de forma ética. Podrás quitar ese freno que te impide alcanzar tus deseos a nivel material y espiritual. Le ayudará a utilizar lo que gana de forma productiva.

En la foto: Tetera de jade con forma de bambú China sec. XVII-XVIII – Retrato de niña con pendiente de jade Luciano Curtarello Milán 2004 – Reloj Luis Cartie 1927 jade, esmeraldas, ónix, diamantes, coral Museo de Artes Decorativas de París-Nefrita jade elefante y decoración de espinas pantallas de mesa de la dinastía Qing de China 1736/1795 National du Palais museum Taipei.

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CAMMEO

Il cammeo (o cameo) è un gioiello realizzato attraverso l’incisione di una pietra stratificata (tipicamente l’onice) o di una conchiglia, in particolare la Cypraecassis rufa, la Cassis madascarensis e la Cassis cornuta in quanto queste conchiglie della famiglia della Cassis presentano la superficie costituita da due strati di colore distinti, il che permette di isolare nitidamente dal fondo la figura in rilievo. Il termine deriva dal vocabolo arabo gama’ il (bocciolo di fiore), dal quale si è arrivati all’odierno cammeo attraverso l’antica denominazione francese camaheu. Le origini del cammeo risalgono all’Egitto nel 15.000 a.C., dove i petroglifi, o figure scolpite nella roccia, venivano utilizzati per registrare gli eventi. Nei secoli successivi, queste figure si sono evolute e sono state rimodellate in base a tendenze che riflettevano il tempo in cui sono state prodotte. Nel Rinascimento, Papa Paolo II era conosciuto come un avido collezionista di cammei. Nei secoli successivi gli intagliatori scoprirono l’uso delle conchiglie corneali, più morbide, durevoli e facili da intagliare rispetto alla pietra. E quindi, nel XIX secolo, la Regina Vittoria d’Inghilterra ebbe il merito di rendere popolari i cammei con guscio di conchiglia. Nel corso del XX secolo, con l’affermarsi della bigiotteria, sono emerse repliche a basso costo di antichi cammei in conchiglia e plastica.Il cammeo percorre tutta la storia del monile. Tra i soggetti che vi si rappresentano più frequentemente, immagini femminili, figure mitologiche, animali, simboli araldici. L’istanza di ricordare e di immortalare è il leit motiv di questi monili: ciò che si scolpisce sulla pietra è indelebile. Questo il senso profondo dei cammei e del loro fascino intramontabile.  A Torre del Greco ancora oggi la lavorazione del cammeo avviene artigianalmente grazie ai mastri artigiani torresi che, facendo tesoro del proprio bagaglio personale, tramandano la tradizione di padre in figlio.

In foto: Culla di Vittorio Emanuele III disegno di Domenico Morelli 1869 argento, mogano, tartaruga, seta, corallo e cammei – Reggia di Caserta; Tiara di Josephine Bonaparte in eredità alla casa reale di Svezia; Sandro Botticelli ritratto di Simonetta Vespucci 1480 Francoforte; Ritratto della famiglia Casotti Lorenzo Lotto Museo del Prado, Madrid.

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 Camefeo

El camafeo es una joya realizada a través del grabado de una piedra estratificada (típicamente ónix) o una concha, en particular la Cypraecassis rufa, la Cassis madascarensis y la Cassis cornuta, ya que estas conchas de la familia Cassis tienen la superficie formada por dos capas de color diferenciadas, lo que permite aislar claramente la figura en relieve del fondo. El término deriva de la palabra árabe gama’il (capullo de flor), de la que llegamos al camafeo de hoy a través de la antigua denominación francesa camaheu. Los orígenes del camafeo se remontan a Egipto en el año 15.000 a.C., donde se utilizaron petroglifos, o figuras talladas en la roca, para registrar eventos. En los siglos siguientes, estas figuras evolucionaron y fueron remodeladas según tendencias que reflejaban la época en que fueron producidas En el Renacimiento, el Papa Pablo II era conocido como un ávido coleccionista de camafeos. En los siglos siguientes, las tallas Atori descubrió el uso de conchas corneales, que son más suaves, más duraderas y más fáciles de tallar que la piedra, por lo que, en el siglo XIX, a la reina Victoria de Inglaterra se le atribuyó la popularización de los camafeos de concha. joyería, surgieron réplicas a bajo costo de antiguos camafeos en concha y plástico. El camafeo recorre toda la historia de la joya. Entre los temas que se representan con mayor frecuencia se encuentran imágenes femeninas, figuras mitológicas, animales, símbolos heráldicos. La petición de recordar e inmortalizar es el leit motiv de estas joyas: lo que está grabado en la piedra es indeleble. Este es el significado profundo de los camafeos y su encanto atemporal. En Torre del Greco todavía hoy el camafeo se hace a mano gracias a los maestros artesanos Torresi que atesorando su bagaje personal, transmiten la tradición de padres a hijos.

En la foto: Cuna de Vittorio Emanuele III dibujo de Domenico Morelli 1869 plata, caoba, carey, seda, coral y camafeos – Palacio Real de Caserta; La tiara de Josephine Bonaparte legada a la casa real sueca; Sandro Botticelli retrato de Simonetta Vespucci 1480 Frankfurt; retrato de la familia Casotti Lorenzo Lotto Museo del Prado, Madrid.

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TURCHESE

Di tutte le pietre, il turchese è una delle più antiche che sia sta utilizzata. Dagli antichi Egizi per la realizzazione dei preziosi scarabei, ed anche la maschera morturia di tutankhamon era stata arricchita di bellissimi turchesi. Tante culture lo hanno apprezzato, i Persiani, gli Aztechi, i Cinesi, i Nativi Americani del Sus America ed altri. Per quanto riguarda invece le origini del nome, turchesesi deve al francese “pierre tuequoise” che vuol dire “pietra turca”.  Il motivo di questo nome nascedalle rotte commerciali che pemisero alla pietra di giungere dall’Asia all’Europa, attraversando la Turchi, inoltre veniva acquistata all’interno dei bazar turchi. Viene estratta soprattutto in Messico, Cina, Perù, USA, Siberia,Iran, Tibet, Australia, Turchia e Asia.

Simbolo di protezione basta tenerla tra le mani per ottenere subito un forte sensio di calma. Protegge da tutto ciò che c’è di cattivo, offrendo anche un pensiero chiaro al suoproprietario. E’ considerato anhe un portafortuna, capace di attirare successo e creatività. E’ ritenuta la pietra del viaggiatore per eccellenza. Protegge dagli incidenti, dalle cadute e dai furti. Una delle caratteristichedella pietra turchese, di cui già parlava Plinio, è la sua estrema porosità. Per questa ragione è molto delicata e tende ad alterarsi a contatto con cosmetici quali profumi e unguenti.Il risultato è il cambiamento del colore originario della gemma, che assume una tonalità tendente al verde. Tra le pietre che più rassomigliano al turchese sono la Crisocolla, la Variscite, la Smithsonite e l’Amazzonite, ma assai più simile è la pasta di turchese, una pietra ottenuta unendo la polvere di turchese con delle resine. Si tratta di un prodotto artificiale , dalla superficie liscia, che può essere plasmato più facilmente fino ad ottenere forme perfette.Per questo motivo le sfere ddi pasta di turchese sono molto usate in gioielleria e bigiotteria. Per ottenere la pasta di turchese , è necessario però utilizzare almeno il 40% di polvere di turchese. La più pregiata e costosa è la cosiddetta quattrofiori, che contiene tra il 60 % ed il 70% di polvere di turchese . Come imitazione è molto usata l’howliteche da bianca viene colorata n turchese. Molti sono i metodi per riconoscere le contraffazioni, ma sono molti invasivi, poichè prevedono graffi, tagli e forature che rovinerebbero per sempre il nostro gioiello. Affidiamoci sempre a persone oneste e soprattutto diffidiamo dalla perfezione e dal basso costo.

Teiera in argento, corallo giada e turchese primi anni del XX seocolo. C- Maschera Azteca in legno e turchese Britisch Museum, Londra- Manufatto antico Egitto Nut dea alata del cielo e della nascita 2000 a.C.

Pettorale di Sestori III in oro turchese Metropolitan Museum.

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 Turquesa

De todas las piedras, turquesa es una de las más antiguas que se utiliza. De los antiguos egipcios para la realización de los preciosos escarabajos, e incluso la máscara mortuoria de tutankamón se había enriquecido con hermosa turquesa. Muchas culturas lo han apreciado, los persas, los aztecas, los chinos, los nativos americanos de Sus Américas y otros. En cuanto a los orígenes del nombre, turquesa debe al francés “pierre tuequoise” que significa “piedra turca”. La razón de este nombre proviene de las rutas comerciales que se apedrearon para llegar de Asia a Europa, cruzando los turcos, y también fue comprado dentro de los bazares turcos. Se extrae principalmente en México, China, Perú, Estados Unidos, Siberia, Irán, Tíbet, Australia, Turquía y Asia.

Símbolo protector sólo sujete en sus manos para obtener una fuerte sensación de calma de inmediato. Protege contra cualquier cosa mala, mientras que también ofrece un pensamiento claro a su propietario. También se considera un encanto de buena suerte, capaz de atraer el éxito y la creatividad. Se considera la piedra del viajero por excelencia. Protege contra accidentes, caídas y robos. Una de las características de la piedra turquesa, de la que Plinio ya hablaba, es su extrema porosidad. Por esta razón es muy delicado y tiende a alterarse en contacto con cosméticos como perfumes y ungüentos. El resultado es el cambio en el color original de la gema, que adquiere un tono que tiende al verde. Entre las piedras que más se parecen a la turquesa se encuentran Chrysocolla, Variscite, Smithsonite y Amazonita, pero mucho más similar es la pasta turquesa, una piedra obtenida mediante la combinación de polvo turquesa con resinas. Es un producto artificial, con una superficie lisa, que se puede dar forma más fácilmente hasta que se obtengan formas perfectas. Por esta razón las bolas de pasta turquesa son muy utilizadas en joyería y joyería. Para obtener pasta turquesa, sin embargo, es necesario utilizar al menos 40% polvo turquesa. El más valioso y caro es el llamado quattrofiori, que contiene entre el 60 % y el 70% de polvo turquesa. Como imitación, el howliteche blanco es ampliamente utilizado y es color n turquesa. Hay muchos métodos para reconstituir falsificaciones, pero son muchas invasivas, ya que implican arañazos, cortes y pinchazos que arruinarían nuestra joya para siempre. Siempre confiamos en la gente honesta y, sobre todo, somos cautelosos con la perfección y el bajo costo.

En la foto tetera de plata, coral de jade y turquesas de principios del siglo XX. C- Máscara azteca en madera y turquesa Britisch Museum, Londres- Artefacto antiguo Egipto Nuez diosa alata del cielo y nacimiento 2000 a.C. Babero Sestori III en oro turquesa Museo Metropolitan.

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LA MADREPERLA

La madreperla non è una pietra. E’ una sostanza minerale forte con una natura organica, uno strato iridescente che copre le parti interne dei gusci di alcuni molluschi, impedendo la penetrazione di inquinamento e batteri ai delicati abitanti delle conchiglie. E’ questa la Madreperla, conosciuta in campo internazionale con il nome di “Nacre”, termine che deriva dall’arabo “naqqarah” che significa conchiglia o guscio. Ma non è la conchiglia bensì il suo rivestimento interno. Fu la Regina Elisabaetta I a dare nel XVI secolo di dare il nome “Mother of Pearl” a questo lucente materiale già conosciuto 3000 anni a.C. per abbellire gioielli e oggetti. Il nome allude anche al fatto che le conchiglie sono le madri delle perle. La Madreperla è usata da molti secoli per realizzare preziosi oggetti d’arte. Ne esistono diversi tipi e colorazioni che denotano anche il luogo d’origine.

Haliotis = I molluschi di questa specie abitano l’Oceano Pacifico. Tali minerali hanno tonalità viola, blu-verde, rosso oro e persino nero. Gli esemplari più preziosi sono dipinti nei toni del rosa e del blu.

Manilla = La madreperla di tali molluschi è esclusivamente bianca perlacea. L’estrazione mineraria è condotta in India.

Cassis = Dall’unico colore blu, che può essere trovato al largo delle coste dell’India e del Brasile.

Nell’antichità in Oriente gli amuleti in madreperla proteggevano la casa dalle forze del male. Oggi la madreperla è assegnata la capacità di mantenere la pace e l’armonia nella famiglia. Ciò è spiegato dal fatto che i gusci in cui si trova la madreperla simboleggiano la nascita di qualcosa di nuovo. In un certo senso è un nido di famiglia , che può assicurare sostegno in situazioni controverse, donando fortuna , ispirazione, relazioni armoniose, ottimismo e vigore. Si ritiene che la sua energia aiuti a riprendersi dalle malattie, migliori il tono e l’umore.

In foto: Modello del Santo Sepolcro , coll.Farnese Museo di Capodimonte – Napoli, XVII secolo

Adorazione dei magi Secolo XVII Sicilia; Fibbia per cintura greco – balcanica secolo XVIII;

Museo del corallo Torre del greco – Napoli Edicola con Vergine in madreperla e corallo.

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 La madre de la perla

El nácar no es una piedra. Es una sustancia mineral fuerte de naturaleza orgánica, una capa iridiscente que recubre las partes internas de las conchas de algunos moluscos, impidiendo la penetración de contaminación y bacterias a los delicados habitantes de las conchas. Este es el nácar, conocido internacionalmente con el nombre de “Nácar”, término que deriva del árabe “naqqarah” que significa concha o concha. Pero no es el caparazón sino su revestimiento interior. Fue la reina Isabel I quien dio el nombre de “Madre Perla” a este material brillante ya conocido 3000 años antes de Cristo en el siglo XVI. para embellecer joyas y objetos. El nombre también alude al hecho de que las conchas son las madres de perlas. La madreperla se ha utilizado durante muchos siglos para crear preciosos objetos de arte. Existen diferentes tipos y colores que también denotan el lugar de origen.Haliotis = Los moluscos de esta especie habitan el Océano Pacífico. Dichos minerales tienen tonos violeta, azul verdoso, rojo dorado e incluso negro. Los ejemplares más valiosos están pintados en tonos rosa y azul.Manilla = El nácar de estos moluscos es exclusivamente blanco perlado. La minería se lleva a cabo en la India.Cassis = Del único color azul, que se puede encontrar en las costas de India y Brasil.En la antigüedad en Oriente, los amuletos de nácar protegían la casa de las fuerzas del mal. Hoy en día, a la madreperla se le asigna la capacidad de mantener la paz y la armonía en la familia. Esto se explica por el hecho de que las conchas en las que se encuentra la madreperla simbolizan el nacimiento de algo nuevo. En cierto sentido es un nido familiar, que puede brindar apoyo en situaciones controvertidas, dando suerte, inspiración, relaciones armoniosas, optimismo y vigor. Se cree que su energía ayuda a recuperarse de enfermedades, mejora el tono y el estado de ánimo.

En la foto: Modelo del Santo Sepulcro, colección del Museo Farnese de Capodimonte – Nápoles,Adoración de los Magos Sicilia del siglo XVII; Hebilla para cinturón greco-balcánico, siglo XVIII; Museo del Coral Torre del Greco – Edículo de Nápoles con Virgen en nácar.

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L’ONICE 

Il nome della pietra deriva dall’antico greco “Onux” tradotto “Unghia” o “Artiglio” che richiama proprio la durezza della pietra. Oppure è chiamata “pietra dell’unghia”, per una leggenda secondo la quale un giorno la dea Venere stesse dormendo sulle sponde del fiume Indo, Cupido le si avvicinò e con la punta della sua freccia le tagliò le unghie che caddero nelle profondità delle acque. Le Moire, ritenendo che nullo di divino deve perire, le trasformarono in onici.

I maggiori giacimenti si trovano in Madagascar e in Sud America. Come tutte le pietre di questo colore , l’onice Nero assorbe l’energia negativa per trasformarla in positiva. In persia veniva utilizzata contro il malocchio.

E’ un potente antistress ed aiuta a raggiungere gli obiettivi. Mette ordine nei sentimenti ed è utilissima per elaborare il distacco dalle persone che non sono più nella nostra vita.

Protegge da influssi negativi e si dice che sia utilissima per i problemi dell’udito.

Gran Cammeo di Francia 5 strati di onice, 23 d.C. Cabinet des mèdailles di Parigi; Gemma Augustea in onice d’Arabia 12 d. C. opera di Dioscuride, Kunsthistorisches Museum di Vienna

Cammeo Centauro II sec a.c. Museo Archeologico Nazionale di Napoli; Busto di Minerva in onice dorato agata e marmo bianco 117-138 d.C. Louvre Parigi

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 El ónix

El nombre de la piedra deriva del griego antiguo “Onux” traducido como “Clavo” o “Garra” que recuerda la dureza de la piedra. O se le llama “piedra de clavo”, por una leyenda según la cual un día la diosa Venus dormía a orillas del río Indo, Cupido se acercó a ella y con la punta de su flecha le cortó las uñas que cayeron en las profundidades del río. aguas. La Moira, creyendo que nada divino debe perecer, los transformó en ónix. Los depósitos más grandes se encuentran en Madagascar y América del Sur. Como todas las piedras de este color, el ónix negro absorbe energía negativa para transformarla en positiva, en Persia se utilizó contra el mal de ojo. Es un potente antiestrés y ayuda a conseguir los objetivos. Pone orden en los sentimientos y es muy útil para procesar el desapego de personas que ya no están en nuestra vida. Protege de las influencias negativas y se dice que es muy útil para los problemas de audición.

Gran camafeo de Francia 5 capas de ónix, 23 d.C. Cabinet des mèdailles en París;Gemma Augustea en ónix árabe 12 d. Obra de C.Dioscuride, Kunsthistorisches Museum de VienaCameo Centauro siglo II a.C. Museo Arqueológico Nacional de NápolesBusto de Minerva en ágata de ónix dorado y mármol blanco 117-138 d.C. Louvre París

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LA CORNIOLA

Dal latino Cornum, nome della pianta chiamata Corniolo e che dà frutti rossi come il minerale . La corniola è un calcedonio contenente ferro, responsabile del colore rosso, che si forma nelle rocce vulcaniche.

I giacimenti più noti e sfruttati già ai tempi dei Romani, erano in Asia, in India e in Persia. Attualmente si estrae in Brasile e in Uruguay. Per gli antichi Egizi la corniola rappresentava il rosso il simbolo della vita e aveva il compito di accompagnare i defunti durante il viaggio verso l’aldilà, per questo la ritroviamo al centro del pettorale di Tutankahmon. Nel Medioevo si riteneva avesse la facoltà di facilitare la coagulazione del sangue e di calmare l’ira. In tempi più recenti la Corniola continua  ad essere considerata un talismano contro ogni tipo di negatività e di mala sorte. Apporta felicità, gioia di vivere e fa apprezzare i piaceri della vita. Attenua gelosia ed allontana la malinconia. Utile alle persone che tendono a scoraggiarsi facilmente.Si dice sia utile per la fertilità ed aumentare le energie del corpo.

Antico Anello egizio con gatto 1070-712 a.C. coll. privata; Antico Cammeo con Apollo e Marsia I sec. a. C. Gemme Farnesi Museo archeologico di Napoli; Scarabeo con Poseidone Punico-Fenicio VII-VI sec a. C. Museo archeologico di Sassari; Tabacchiera in corniola sec. XVIII coll. privata

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 La cornalina

Del latín Cornum, nombre de la planta llamada Cornejo y que da frutos rojos como el mineral. La cornalina es una calcedonia que contiene hierro, responsable del color rojo que se forma en las rocas volcánicas. Los yacimientos más conocidos y más explotados ya en época romana estaban en Asia, India y Persia. Actualmente se extrae en Brasil y Uruguay. Para los antiguos egipcios, la cornalina representaba al rojo como símbolo de la vida y tenía la tarea de acompañar al difunto durante el viaje al más allá, por lo que la encontramos en el centro del peto de Tutankahmon. En la Edad Media se creía que tenía la capacidad de facilitar la coagulación de la sangre y calmar la ira. En tiempos más recientes, el Cornalina sigue siendo considerado un talismán contra todo tipo de negatividad y mala suerte. Trae felicidad, alegría de vivir y te hace apreciar los placeres de la vida. Reduce los celos y quita la melancolía. Útil para personas que tienden a desanimarse fácilmente. Se dice que es útil para la fertilidad y aumenta las energías del organismo.

Anillo egipcio antiguo con gato 1070-712 a. C. coll. privado; Camafeo antiguo con Apolo y Marsias del siglo I. a. C. Museo Arqueológico Gemme Farnesi de Nápoles; Escarabajo con Poseidón púnico-fenicio siglo VII-VI antes de Cristo. C. Museo Arqueológico de Sassari; Caja de rapé de cornalina seg. XVIII coll. privado

 

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AGATA

Pietra caratterizzata dalle bande di colore. Il nome agata deriva dal greco “Achatès”, nome antico del fiume siciliano Dirillo,da dove venivano estratte grandi quantità di pietre. Al giorno d’oggi si trova soprattutto in Messico, in Brasile, in Austarlia, negli Stati Uniti e in Marocco. Dona energia e buonumore. Porta senso di protezione e sicurezza ed è considerata un portafortuna. Si dice che attivi il sistema immunitario ed attenui gli stati dolorosi. Fin dall’antichità è considerata una pietra sacra ed è usata come amuleto,capace di assicurarae successo, protezione e salute. Nel poema “Lithica,” attribuito ad Orfeo, si legge che l’uomo innamorato per conquistare il cuore della donna desiderata, debba indossare una agata. Plinio sosteneva che la pietra infodesse coraggio e spinta e molto spesso veniva donata ai milites.

Esistono diverse varietà a seconda del colore e delle inclusioni:

Agata muschiata = con inclusioni simili al muschio

Agata dentritica = con inclusioni con inclusioni simili a rami di albero

Agata sardonica = strati che vanno dal bianco al rosso arancio fino al bruno , molto usata per sculture e cammei

Agata Botswana = con colori caldi dal sabbia all’arancio

Agata di fuoco = di un acceso color arancio

Le propieta variano a seconda del colore e delle varietà, viene spesso trattata e colorata per ottenere colori più brillanti ed intensi.

Tazza Farnese , agata sardonica prima metà del II sec.a.C Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Brocca Farnese, agata sardonica, 1548/1561, Museo di Capodimonte. Piano di tavolo in pietre dure tra cui l’agata verde,1680/1690 Chateau de Compiègne, Francia. Calice in agata e argento dorato sec.VI-VII Tesoro di San Marco,Venezia

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 Agata

Piedra caracterizada por bandas de color. El nombre ágata deriva del griego “Achatès”, antiguo nombre del río Dirillo siciliano, de donde se extraían grandes cantidades de piedras. Hoy se encuentra principalmente en México, Brasil, Austarlia, Estados Unidos y Marruecos. Da energía y buen humor. Aporta una sensación de seguridad y protección y se considera un amuleto de la buena suerte. Se dice que activa el sistema inmunológico y alivia los estados dolorosos. Desde la antigüedad se ha considerado una piedra sagrada y se utiliza como amuleto, capaz de asegurar el éxito, la protección y la salud. En el poema “Lithica”, atribuido a Orfeo, leemos que el hombre enamorado para conquistar el corazón de la mujer deseada debe llevar un ágata. Plinio afirmó que la piedra les dio valor y empuje y que muy a menudo se les dio a los milites.

Hay varias variedades según el color y las inclusiones:

Ágata musgo = con inclusiones similares al musgo

Ágata dendrítica = con inclusiones con inclusiones similares a las ramas de los árboles

Ágata sardónica = capas que van del blanco al rojo anaranjado al marrón, ampliamente utilizadas para esculturas y camafeos

Ágata Botswana = con colores cálidos desde la arena hasta el naranja

Ágata de fuego = color naranja brillante

Las propiedades varían según el color y la variedad, a menudo se trata y se colorea para obtener colores más brillantes e intensos.

Tazza Farnese, ágata sardo primera mitad del siglo II a.C Museo Arqueológico Nacional de Nápoles, Brocca Farnese, ágata sardo, 1548/1561, Museo de Capodimonte. Table top en piedras duras incluyendo el ágata verde, 1680/1690 Chateau de Compiègne, Francia. Copa en ágata y seg de plata dorada. VI-VII Tesoro de San Marco, Venecia.

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DIASPRO

Il nome è di origine persiana e significa “pietra screziata”, proprio per le tonalità di colore che caratterizzano la superficie. Giacimenti vi sono in Brasile, Australia ed in India. Anticamente al diaspro veniva attribuita la virtù di neutralizzare qualsiasi tipo di incantesimo. Ha diverse proprietà a seconda dei colori. E’ una pietra utile nei cambiamenti di vita e per prendere decisioni, perché riduce i timori e l’insicurezza. E’ considerata in generale un amuleto ed, inoltre, dona coraggio e combattività. Si dice sia utile per la circolazione sanguigna, per il fegato e per rafforzare le difese immunitarie. Varietà molto molto note sono: Diaspro mokaite = colori che vanno dall’ocra al rosa, al bordeaux. Diaspro oceanico = colori dal verde al celeste. Diaspro unakite = colore verde con macchie rosse. Diaspro paesina = color beige con macchie che ricordano paesini collinari.

Per gli Ebrei è una pietra cara e antica, tant’è che nella Apocalisse si descrive con essa uno dei troni di Dio. Anche per gli antichi egiziani era conosciuta e relazionata al sangue di Isis. Pare che il medico Galeno contrastasse con pietre di diaspro le emorragie e l’epistassi.

Colonna antica in diaspro rosso Duomo di Napoli – Altare in diaspri siciliani ed altre pietre Chiesa di San Francesco da Paola, 1751 Ferdinando Fuga proveniente dalla chiesa dei Santi Apostoli nel 1832, Piazza del Plebiscito Napoli – Vaso Kolyvan in diaspro verde Museo Ermitage, San Pietroburgo – Cattedrale di Praga all’interno Cappella in diaspro rosso Chiesa San Venceslao, Praga.

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 Jaspe

El nombre es de origen persa y significa “piedra moteada”, debido a los tonos de color que caracterizan la superficie. Hay depósitos en Brasil, Australia e India. En la antigüedad, al jaspe se le atribuía la virtud de neutralizar cualquier tipo de hechizo. H diferentes propiedades en función de los colores. Es una piedra útil en los cambios de vida y para la toma de decisiones, porque reduce los miedos y la inseguridad. Generalmente se considera un amuleto y, además, da coraje y combatividad. Se dice que es útil para la circulación sanguínea, para el hígado y para fortalecer el sistema inmunológico. Variedades muy conocidas son: Jaspe Mokaite = colores que van del ocre al rosa y al burdeos. Jaspe oceánico = colores de verde a celeste. Jaspe de unaquita = color verde con manchas rojas. Jaspe paesina = color beige con manchas que recuerdan a los pueblos de las colinas. Para los judíos es una piedra preciosa y antigua, tanto que en el Apocalipsis se describe con ella uno de los tronos de Dios, incluso para los antiguos egipcios era conocida y relacionada con la sangre de Isis. Parece que el doctor Galeno contrastó el sangrado y la epistaxis con piedras de jaspe.

En la foto: Columna antigua en jaspe rojo Catedral de Nápoles – Altar en jaspe siciliano y otras piedras Iglesia de San Francesco da Paola, 1751 Ferdinando Fuga de la iglesia de Santi Apostoli en 1832, Piazza del Plebiscito Nápoles – Jarrón de Kolyvan en jaspe verde Ermita Museo, San Petersburgo – Catedral de Praga dentro de la Capilla de Jaspe Rojo Iglesia de San Wenceslao, Praga.

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CRISTALLO DI ROCCA O QUARZO IALINO

Il nome “Cristallo di rocca” deriva dal greco Krustallos che significa ‘ghiaccio’, così come il nome Quarzo Ialino dalla parola greca Hyalos=vetro. Entrambi i termini si riferiscono alla somiglianza di tale gemma con entrambi gli elementi. Questo ossido incolore è in assoluto il minerale più popolare e diffuso sulla terra numerosi giacimenti si trovano in Brasile, Messico, Russia, Canada Uruguay, Germania e India. È una pietra molto versatile, purifica e protegge, risveglia lo spirito, amplifica, concentra, immagazzina, rigenera e trasforma, di grande aiuto nella crescita personale perché infonde energia benefica. Inoltre aiuta a formare una sorta di bolla di protezione, assorbendo e trasmutando energie negative in positive. Si dice che il Cristallo di Rocca protegga dai campi magnetici, aumenti l’energia vitale combatta la stanchezza cronica, costituisca una riserva di vitalità e resistenza e rallenti il processo di invecchiamento. Già conosciuta nell’antichità diversi popoli ne apprezzavano le proprietà: per Cinesi ne riconoscevano il sollievo della sete, per i Greci erano coppe da cui gli dei bevevano l’ambrosia, per gli Aztechi i teschi di cristallo avevano poteri mistici, per gli Egizi proteggeva dalla negatività il defunto durante il viaggio nell’aldilà facendo rimanere integri lo spirito e il cuore.

Antico e raro anello egizio periodo ramesside 1295/1069 a.C. collezione privata,

Cassetta Farnese 1558-1561 (collez.Farnese) Museo di Capodimonte Napoli. Crocifisso Reliquario XVIII sec. Museo del Tesoro di San Gennaro – Napoli. Rare Posate in cristallo e argento XVII sec Museo Bardini. Firenze

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  Cristal de roca o cuarzo hialino

El nombre “Cristal de Roca” deriva del griego Krustallos que significa “Hielo”, al igual que el nombre Cuarzo Hialino de la palabra griega Hyalos = Vidrio. Ambos términos se refieren a la similitud de esta gema con ambos elementos. Este óxido incoloro es, con mucho, el mineral más popular y difundido en la tierra, y se encuentran numerosos depósitos en Brasil, México, Rusia, Canadá, Uruguay, Alemania e India. Es una piedra muy versátil, purifica y protege, despierta el espíritu, amplifica, concentra, almacena, regenera y transforma, de gran ayuda en el crecimiento personal porque infunde energía benéfica. También ayuda a formar una especie de burbuja protectora, absorbiendo y transmutando energías negativas en positivas. Se dice que el cristal de roca protege contra los campos magnéticos, aumenta la energía vital, combate la fatiga crónica, constituye una reserva de vitalidad y resistencia y ralentiza el proceso de envejecimiento. Ya conocidos en la antigüedad, varios pueblos apreciaban sus propiedades: para los Chinos reconocían el alivio de la sed, para los Griegos eran copas de las que bebían los dioses ambrosía, para los Aztecas las calaveras de cristal tenían poderes místicos, para los Egipcios protegía de la negatividad al difunto durante el viaje al más allá, manteniendo intactos el espíritu y el corazón.

Anillo egipcio antiguo y raro del período Ramesside 1295/1069 a. C. Colección privada,Cassetta Farnese 1558-1561 (colección Farnese) Museo Capodimonte Nápoles. Crucifijo Relicario del siglo XVIII. Museo del Tesoro de San Gennaro – Nápoles. Cubertería rara en cristal y plata Museo Bardini del siglo XVII. Florencia.

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AMETISTA

Il nome deriva dal greco antico e significa “colui che non si ubriaca”. Si narra che Dioniso/Bacco rapì una ninfa Ametista facendola aggredire da tre tigri, lei spaventata invocò Artemide che la trasformò in un cristallo, Dioniso infuriato rovesciò la coppa di vino che macchiò il cristallo dandole la colorazione viola.

Giacimenti si trovano in Brasile e Uruguay, ma anche negli Stati UNITI, india e Australia. Ha la capacità di calmare. Inoltre chiarifica la mente permettendo di vedere i problemi nella giusta prospettiva, rendendo così più facile trovare soluzioni. Molto utile per proteggersi dalle influenze altrui e soprattutto da quelle negative, portare con se una piccola ametista o tenere una drusa nell’ambiente in cui si vive si dice ci aiuti l’attenuazione del mal di testa, dell’insonnia e di tutte le malattie nervose.

 Tavolo XVIII secolo con piano in pietre e ametiste, Reggia di Caserta Real laboratorio della pietre dure, Giovanni Mugnai – Gemma Orsini in ametista Artemide firmata da Apollonios, collezione Farnese MANN – Altare 1672 proveniente dalla Chiesa di Santa Teresa degli Scalzi, Cappella Reale del Palazzo di Napoli – Calice XIV secolo oreficerie francesi Museo Diocesano di Amalfi.

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 Amatista

El nombre proviene del griego antiguo y significa “el que no se emborracha”. Se dice que Dionisías/Bacchus secuestró a una ninfa Amatista al ser atacada por tres tigres, invocó asustadamente a Artemisa que la convirtió en un cristal, Dionisías enfurecido derribó el vaso de vino que cubría el cristal dándole la coloración púrpura.

Los depósitos se encuentran en Brasil y Uruguay, pero también en los Estados Unidos, India y Australia. Tiene la capacidad de calmarse. También aclara la mente al permitirle ver los problemas en la perspectiva correcta, facilitando así la búsqueda de soluciones. Muy útil para protegerse de las influencias de los demás y especialmente de las negativas, traer consigo una pequeña amatista o mantener un druso en el entorno en el que vives dices ayudar a la atenuación de dolores de cabeza, insomnio y todas las enfermedades nerviosas.

Mesa del siglo XVIII con tapa de piedra y amatistas, Taller de piedra dura Reggia di Caserta Real, Giovanni Mugnai – Gemma Orsini en amatista Artemisa firmada por Apolonios, colección Farnese MANN – Altar 1672 de la Iglesia de Santa Teresa degli Scalzi, Capilla Real del Palacio de Nápoles – Cáliz XIV Museo Diocesano de orfebrería francesa del siglo XIV de Amalfi.

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AMBRA

E’ una resina fossile formatasi da alberi vissuti dai 2 a 50 milioni di anni fa. Ne esistono circa 60 varietà che si possono raggruppare in 4 colori base, che ne connotano anche la provenienza.

Gialla –Baltico

Rossa/Bruna – Messico Meridionale

Verde – Colombia

Blu – Santo Domingo

L’ambra dona protezione, porta equilibrio nella sfera emozionale, riduce lo stress, aiuta a risolvere paure e fobie. Protegge dalla negatività ed attrae denaro, perché aumenta l’impegno nel lavoro. Si dice sia utile per bilanciare il sistema endocrino, la milza ed il cuore. Assorbe i dolori, anche della dentizione nei neonati. Nel mondo antico veniva associata alla Dea Madre e considerata sacra in quanto ritenevano che al suo interno fosse imprigionata l’essenza della vita. Per averne cura e pulirla basta un panno morbido e se fosse una collana con il tempo far cambiare il filo.

Come anche le perle vanno spesso indossate altrimenti si opacizzano

Calice in ambra Capodimonte Napoli- Collane V-VI secolo a.C.Museo Archeologico Provinciale di Salerno- Stanza in ambra, particolare Palazzo d’inverno a San Pietroburgo-Spille in oro bronzo e Ambra VIII secolo a.C. Museo di Velletri

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 Ámbar

Es una resina fósil formada por árboles que vivieron de hace 2 a 50 millones de años. Hay alrededor de 60 variedades que se pueden agrupar en 4 colores básicos, que también connotan su origen.

Amarillo – Báltico

Rossa/Bruna – Sur de México

Verde – Colombia

Blu – Santo Domingo

El ámbar da protección, aporta equilibrio a la esfera emocional, reduce el estrés, ayuda a resolver miedos y fobias. Protege contra la negatividad y atrae dinero, porque aumenta el compromiso con el trabajo. Se dice que es útil para equilibrar el sistema endocrino, bazo y corazón. Absorbe el dolor, incluso la dentición en recién nacidos. En el mundo antiguo estaba asociado con la Diosa Madre y se consideraba sagrado, ya que creían que la esencia de la vida estaba aprisionada dentro de él.

Para cuidarlo y limpiarlo sólo un paño suave y si era un collar con el tiempo hacer que el hilo cambie. Además, las perlas a menudo deben usarse de lo contrario son opacas.

Cáliz de ámbar de Capodimonte Nápoles – Collares del siglo V-VI a. C. Museo Arqueológico Provincial de Salerno – Sala de Ámbar Palacio de Invierno en San Petersburgo – Broches en oro, bronce y ámbar siglo VIII a. C. Museo Velletri.

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PERLA

Il nome perla deriva dal latino perna =prosciutto in riferimento ad alcuni molluschi che la contengono. Ha una origine organica, frutto di una reazione naturale dei molluschi all’intrusione di un corpo estraneo che viene coperto da madreperla per isolarlo. Le perle differiscono tra loro per forma, colore, lucentezza, purezza della superficie, dimensione e provenienza. Per la forma le perle possono essere sferiche ossia perfettamente rotonde (le migliori), simmetriche (forma ovoidale regolare, ovali proporzionati) o barocche, ossia irregolari, astratte. Anche il colore è variabile: si passa dal classico bianco perla al nero, blu, verde con tutte le sfumature intermedie come rosa confetto e oro. Le perle colorate devono tale caratteristica al mollusco da cui originano, che produce conchiolina colorata. Vi sono perle naturali, coltivate e di mallorca (sintetica). La perla è in grado di infondere calma e serenità, mitigando anche i caratteri irruenti. Cementa le relazioni amorese e le amicizie. Si dice che rigeneri le cellule, infatti la sua polvere viene utilizzata in alcune creme di bellezza.

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 Perla

El nombre perla proviene del latín perna = jamón en referencia a algunos moluscos que lo contienen. Tiene un origen orgánico, resultado de una reacción natural de los moluscos a la intrusión de un cuerpo extraño que se recubre con nácar para aislarlo. Las perlas se diferencian entre sí en forma, color, brillo, pureza superficial, tamaño y origen. En términos de forma, las perlas pueden ser esféricas, es decir, perfectamente redondas (las mejores), simétricas (forma ovalada regular, óvalos proporcionados) o barrocas, es decir, irregulares, abstractas.El color también es variable: va del clásico blanco perla al negro, azul, verde con todas las tonalidades intermedias como el rosa bebé y el dorado. Las perlas de colores deben esta característica al molusco del que proceden, que produce la conchiolina coloreada. Hay perlas naturales, cultivadas y de mallorca (sintéticas). La perla es capaz de infundir calma y serenidad, mitigando también a los personajes impetuosos. Cimentar las relaciones amorosas y las amistades. Se dice que regenera las células, de hecho su polvo se utiliza en algunas cremas de belleza.

 

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LA MALACHITE

Sin dall’antichità è impiegata come pietra di cura e di trasformazione. Il suo nome è di origine greca però non è ben chiaro da che cosa derivi. Alcuni sostengono che derivi dalla parola “malakos” cioè “morbido” in relazione alla sua forma e durezza. Altri sostengono che derivi dalla parola “malache” che è una erba verde.

La malachite si trova in vari parti del mondo. Gli esemplari migliori provengono dallo Zaire, ma si trova anche in Sud Africa, in Romania in Congo, in Russia, in Australia, nel Cile e negli Stati Uniti.

Aiuta a liberarsi dalle energie negative, come la paura e, donandoci empatia, aiuta a circondarsi di veri affetti. Rafforza il corpo energetico, proteggendoci dalla sfortuna. Si dice che assorba i dolori.

Gioielli – Chiesa di Sant’Isacco, Sanpietroburgo – Pisside – tesoro di San Gennaro – Napoli – cratere di malachite – Hermitage – parure per Josephine dallo sposo napoleone.

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 Malaquita

Desde la antigüedad se ha utilizado como piedra de curación y transformación. Su nombre es de origen griego pero no está claro de dónde proviene. Algunos argumentan que se deriva de la palabra “malakos” que significa “suave” en relación con su forma y dureza. Otros argumentan que proviene de la palabra “malache”, que es una hierba verde.La malaquita se encuentra en varias partes del mundo. Los mejores ejemplares proceden de Zaire, pero también se encuentra en Sudáfrica, Rumania, Congo, Rusia, Australia, Chile y Estados Unidos.  Ayuda a deshacernos de energías negativas, como el miedo y, al darnos empatía, ayuda a rodearnos de verdaderos afectos. Fortalece el cuerpo energético, protegiéndonos de la mala suerte Se dice que absorbe el dolor.

Joyas – Iglesia de Sant’Isacco, Sanpietroburgo – Piso – tesoro de San Gennaro – Napoles – cráter de malaquita – Ermita – partido para Josephine  la novia de napoleón.

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LAPISLAZZULI

Dal latino lapis-pietra e dal persiano lazhuward – blu. Giacimenti di questo minerale sono presenti in Afghanistan, Cile e Cina. Pietra nota fin dall’antichità per il suo meraviglioso colore blu. Aiuta a far emergere il senso dell’amicizia, perché ci rende più comunicativi ed onesti. Scarica la rabbia, inducendo ad accettarla e, in tal modo ci rende più equilibrati e calmi. Si dice sia utile per i problemi di gola. In passato divenne preziosa a tal punto da superare il costo dell’oro, poiché polverizzata ed unita all’olio veniva utilizzata per ottenere il colore “oltremare” usato per realizzare il cielo negli affreschi o il manto delle madonne.

La Cappella degli Scrovegni, Giotto, Padova – Balaustra con pietre di lapislazzuli chiesa di San Martino, Napoli – Crocifissione di Masaccio Capodimonte Napoli – Tabernacolo con pietre di lapislazzuli, Cappella del tesoro Certosa di San Martino, Napoli

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 Lapislazzuli

Del latín lapis-piedra y del persa lazhuward – azul. Los yacimientos de este mineral están presentes en Afganistán, Chile y China. Piedra conocida desde la antigüedad por su maravilloso color azul. Ayuda a resaltar el sentido de la amistad, porque nos hace más comunicativos y honestos. Descarga la ira, nos hace aceptarla y, por lo tanto, nos hace más equilibrados y tranquilos. Se dice que es útil para problemas de garganta. En el pasado se volvió tan preciado que excedía el costo del oro, ya que pulverizado y combinado con aceite se obtenía el color “ultramar” que se usaba para crear el cielo en los frescos o el manto de las madonas.

De la foto Capilla de los Scrovegni, Giotto, Padua – Balaustrada con piedras de lapislázuli Iglesia de San Martino, Nápoles – Crucifixión de Masaccio Capodimonte Nápoles – Tabernáculo con piedras de lapislázuli, Capilla del tesoro Certosa di San Martino, Nápoles

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CORALLO

E’ la casa di animali marini appartenenti al tipo dei celenterati. Questi animali formano delle colonie arborescenti fissate al substrato roccioso. Torre del Greco (Napoli) è conosciuta in tutto il mondo per la lavorazione del corallo, il cui approvvigionamento era garantito dalle “coralline “che si spingevano a pescarlo anche in Sardegna o in Sicilia fin dal ‘800. Diversi sono i tipi di corallo: Mediterraneo o rosso Sardegna, Pelle d’Angelo, Sciacca, Cerasuolo. Da sempre è riconosciuto al corallo un forte potere assorbente contro le negatività che possono circondare ogni essere umano. Un potere riconosciuto anche dalla Chiesa che in diverse immagini raffigura Gesù Bambino con al collo un rametto di corallo per sconfiggere i malefici del demonio.

Madonna del Solletico di Masaccio, la Madonna di Senigallia, la Pala di Brera di Piero della Francesca, Al Duomo di Amalfi la Madonna lignea con bambino

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  Coral

Es el ho gar de animales marinos pertenecientes al tipo celentéreo. Estos animales forman colonias arborescentes adheridas al lecho rocoso. Torre del Greco (Nápoles) es conocida en todo el mundo por el procesamiento de coral, cuyo suministro estaba garantizado por el “coralino” que también fue a pescarlo en Cerdeña o Sicilia desde el siglo XIX. El coral siempre ha sido reconocido por tener un fuerte poder de absorción contra las negatividades que pueden rodear a todo ser humano. Un poder también reconocido por la Iglesia que en varias imágenes representa al Niño Jesús con una ramita de coral al cuello para vencer la maldad del diablo.

Virgen del Solletico de Masaccio, la Virgen de Senigallia, el retablo de Brera de Piero della Francesca, la Virgen de madera con el niño en la Catedral de Amalfi

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 Coral

It is the home of marine animals belonging to the coelenterate type. These animals form arborescent colonies attached to the bedrock. Torre del Greco (Naples) is known throughout the world for the processing of coral, the supply of which was guaranteed by the “coralline” that also went to fish for it in Sardinia or Sicily since the 1800s. Coral has always s been recognized as having a strong absorbing power against the negativities that can surround every human being. A power also recognized by the Church which in several images depicts the Baby Jesus with a sprig of coral around his neck to defeat the evil of the devil.

Madonna del Solletico by Masaccio, the Madonna of Senigallia, the Brera Altarpiece by Piero della Francesca, the wooden Madonna with child at the Cathedral of Amalfi