Enogastronomia e Terme

Terme Campi FlegreiUn territorio dai sapori genuini e caratteristici, la terra grazie alla formazione vulcanica, ed il nostro mare sono generosi con le nostre tavole. L’enogastronomia dei Campi Flegrei viene da lontano, i patrizi romani proprio in questi luoghi si deliziavano con fastosi banchetti.
Pozzuoli prima della nascita di Ostia era il porto dell’Impero Romano, ogni tipo di alimento prima di giungere a Roma sbarcava a Pozzuoli, un territorio in qualche modo sempre abituato ai sapori.
Ma ancor prima dei romani, ci pensarono i greci a regalarci vigneti che oggi sono stati rivalorizzati, ci riferiamo ai vini DOC dei Campi Flegrei Falanghina e Piedirosso.
Le Terme nei Campi Flegrei hanno avuto un peso enorme nella vita economica e culturale dei Campi Flegrei.
Il tempo dedicato alle terme era infatti non solo occasione di svago e tempo libero, ma soprattutto occasione di incrementare
e rafforzari rapporti sociali.
Famose per le loro caratteristiche sono le acque termali flegree, a tal punto che secondo una antica leggenda, i medici della Scuola Medica Salernitana a causa del grande numero di clienti che preferivano le terme flegree, organizzarono una spedizione via mare tesa proprio alla loro distruzione.
Imponente è il parco archeologico di Baia, uno dei complessi più frequentati dagli antichi romani.
Attualmente tra le circa 40 terme del periodo antico, il complesso termale Stufe di Nerone è uno dei fiori all’occhiello del termalismo flegreo.
la particolarità è che sono ancora funzionanti vasche in tufo di quel periodo.

VINI

I vitigni della zona flegrea esistono da centinaia d’anni; portando alla luce le sue antiche origini, nei dintorni del lago d’Averno, dove sono coltivati ancora a “piede franco”.La fillossera in quest’area, non si è mai manifestata grazie alla tessitura e natura dei terreni vulcanici. Oggi viene coltivata nei luoghi della prima colonia ellenica, un territorio di matrice vulcanica e per questo dotato di grande ricchezza nutritiva
La falanghina deve il suo nome al termine greco-latino “falange” cioè palo, in quanto la caratteristica della viticoltura flegrea è quella della vite attaccata al palo (sistema di allevamento puteolano). La falanghina sembra essere presente da secoli nel territorio campano.
Attualmente la falanghina è molto diffusa in provincia di Napoli
Il piedirosso, localmente noto come per’ ‘e palummo (piede di colombo) deve il suo nome al graspo che diviene in maturazione rosso come il piede di un colombo. L’origine del vitigno è molto antica, infatti, non è da escludere che possa identificarsi con la “Colombina” citata da Plinio nell’opera “Naturalis Historia”. Si pensa che tale vitigno fosse utilizzato fin dall’antichità insieme all’aglianico per la produzione del falerno. Il piedirosso è presente nell’intera regione Campania e rientra negli uvaggi di vari vini doc campani.

COSA SI MANGIA?

Enogastronomia Campi FlegreiParticolarmente rinomata è la gastronomia nei Campi Flegrei, da ogni parte della regione arrivano migliaia di persone nei numerosi ristoranti di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto
Dal mare flegreo arrivano direttamente al mercato prelibatezze di ogni tipo, dalle più raffinate fino a quello che è definito il pesce povero, ma in realtà è tra i più gustosi e benefici per la salute: il PESCE AZZURRO.
Particolarmente gustose sono le alici che si pescano nel mare flegreo, più piccole di quelle che si trovano sull’Adriatico e di un sapore straordinario.
Il terreno vulcanico aiuta anche la crescita di prodotti di terra come ortaggi e frutta, che ormai vengono coltivati in modo biologico in quasi tutto il territorio